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26 Giugno- Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di droga

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L’opinionista Gianpiero Mughini afferma: “Ma sa, gli analfabeti sono talmente numerosi... il reame di droga è una cosa che esiste e ha leggi proprie. Nel caso specifico, si trattava di una povera ragazza che aveva dalla sua solo la giovinezza e finì preda del primo delinquente". Ho l’impressione che l’opinionista abbia detto qualcosa che non si vuole sentir dire. La droga è un tabù? Sì, è un argomento su cui la coltre dell’ipocrisia è molto spessa. Perché parlarne vorrebbe dire accettarne la complessità e la non risolvibilità. E allora si finisce sempre lì: proibizionismo o antiproibizionismo? Invece l’argomento è molto più impegnativo da parte di tutti. Del resto, ci sono 8 milioni di italiani che fanno uso di droga. Si finge che questi consumatori non ci siano e possano essere redenti, ma non si sa come. Ci troviamo di fronte a una piaga particolare, perché i tossicodipendenti sono avvinghiati a quelle sostanze che fanno dipendere loro l’equilibrio e la stessa vita. In questo senso, diciamo la verità, gli spot non servono a nulla. E poi a che serve parlare di droga se poi nelle feste Vip è diffusa la cocaina e le canne sono sdoganate?  Penso che nel mondo dello spettacolo siano più quelli che si ‘fanno’ di quelli che non si  fanno. Dappertutto sono violate le norme dei nostri nonni, perché la modernità si è portata appresso una tensione che è insopportabile. I patrimoni intellettuali presenti nelle generazioni passate non ci sono più e un ragazzo si trova da solo con l’interrogativo: consumo la quinta canna o no? Da parte degli adulti poi c’è uno giustificazionismo imbecille. Cerco di capire perché questo accade. In questo mondo in cui spesso si vende l’immagine con il consenso iniziale degli stessi genitori che tifano per il figlio perfetto, si ha come conseguenza situazioni psichiche depresse, ansiogene incontrollabili. La droga funge, in questi casi, da farmaco. S’aggiunga il business del divertimento che richiede forti emozioni ed eccitazioni che solo alcune droghe psicoattive procurano. Senza la droga, infatti, non ci sarebbe stato il rock. Ma nel frattempo passa inosservato un fenomeno quotidiano grave e preoccupante: lo spaccio e il consumo di droga crescente nel nostro paese, il numero di morti all’anno per overdose e in generale per droga, molti più dei femminicidi e di altre emergenze vere e presunte, il numero record di detenuti per reati connessi alla droga, gli incidenti anche mortali a causa di guidatori in stato di ebbrezza o di allucinazione, la scalata dell’Italia ai primi posti dei consumi e della tossicodipendenza. Cresce l’eroina, per non dire delle droghe sintetiche, ottenute chimicamente, oltre quelle più note. Sono migliaia gli episodi di violenza, di minacce, di ricatti per procacciarsi le droghe che scorrono come un fiume quotidiano di sangue e di pazzia, e non ci facciamo più caso. Non c’è giorno che io non senta, magari col passaparola, episodi legati alla droga: infanticidi per alterazione mentale, uccisioni brutali di nonni, genitori, zii che non volevano più finanziare il vizio dei loro nipoti scellerati, aggressioni a donne, ex-conviventi, in stati di allucinazione dovuti alla droga, risse mortali davanti e dentro discoteche tra ragazzi in preda a deliri di droga, e potrei continuare… Certe zone, certi luoghi e in certe ore sono presenti in tutte le città italiane perché orami è in corso la sagra dello spaccio, con una folla di giovani e giovanissimi in balia di violenze e abusi. Si sente ogni tanto, la notizia di partite di droga sequestrata; ma sono solo una piccola parte e solo un segnale di uno spaccio colossale ignorato. Perché passa sotto silenzio la droga, o si parla solo di qualche episodio ma senza la grancassa mediatica e intellettuale che ne indaga il fenomeno? Sentite parlare di campagne contro la droga, di emergenza droga, di educazione civica contro la droga? Macché, l’omertà sulla droga e i mali derivati è una forma di complicità mediatica e politica assai grave. Sono davvero sconcertato. Ai nostri Centri di Ascolto chiedono in molti tossicodipendenti aiuto, ma ci mancano i posti e i fondi economici per aiutarli. Che facciamo?

Comunità Promozione Umana 
Don Chino Pezzoli