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L'altruismo

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ALTRUISMO

Per essere altruisti 

Vi chiederete quale sia la condizione essenziale per riuscire a mettere in atto un’azione altruistica. È la sintonia con noi stessi, con i nostri bisogni, i desideri e le necessità. In altre parole, occorre essere persone mature, ben compensate affettivamente. Se non siamo capaci di stare bene con noi stessi, se ci facciamo frenare o condizionare dai nostri problemi, in che modo possiamo poi offrire un aiuto disinteressato agli altri? Spesso il gesto altruistico è dettato dalla solitudine, dalle carenze affettive che cercano il modo per essere compensate. Si dà per ricevere o meglio si agisce egoisticamente. Solo se siamo persone in possesso della nostra piccola vita, la estendiamo agli altri, da qui la sensazione della spontaneità delle nostre azioni. Un detto antico recita che il bene verso gli altri scaturisce dall’abbondanza del cuore. Un’affermazione profonda e vera che spiega che la sorgente dell’altruismo è in noi, nella generosità che trabocca.

Gli stimoli famigliari
 

Soffermiamoci a riflettere, cari giovani, anche sugli stimoli educativi ricevuti in famiglia. L’altruismo nasce soprattutto nel contesto famigliare, poiché gli esempi e le testimonianze di generosità restano come ricordo nei figli e li spingono a fare il bene. Chi non ricorda la mamma sempre pronta nel farci trovare la tavola imbandita, il cibo preparato con cura e i pochi indumenti puliti? O il papà che ogni mattina si recava al lavoro e tornava la sera stanco per poche soldi? Quanti sacrifici per la loro famiglia! Il fatto di essersi dedicati esclusivamente alla famiglia è sicuramente appagante, lascia nei figli un’impronta di generosità da riservare sugli altri. I primi a dover beneficare di questa scorta dovrebbero essere i genitori, anche se, con il passare degli anni, i figli spesso si mostrano avari di gratificazioni. Capita, infatti, che i genitori rimproverino i figli per la mancata riconoscenza. Specie quei figli che hanno avuto troppo in cose materiali e che poi manifestano la dipendenza all’avere. Il vangelo ci ricorda, cari giovani, che è difficile per chi dipende dalle cose, dai soldi che possa entrare nel regno dei cieli. Il regno è comunione, fraternità, condivisione e l’egoista lo esclude. 

Il gruppo altruistico 

L’altruismo, ragazzi e ragazze, è l’anima di ogni gruppo. Spesso il fatto di compiere un gesto solidale in maniera disinteressata, è visto da alcuni con diffidenza. Così pure, ricevere un gesto gentile a volte ci può mettere in imbarazzo o far nascere dei punti interrogativi. Se ci pensiamo attentamente, però, è la cosa di cui abbiamo più bisogno e che ricerchiamo maggiormente. Credo, cari giovani, che essere benevoli e in armonia con se stessi sia un buon punto di partenza per poter essere ben disposti verso gli altri. L’altruismo è un valore forse dimenticato o non ben capito, specie in voi giovani, ma che tutti noi faremmo bene a riscoprire. Ho imparato, in questa mia lunga vita, che le persone possono dimenticare ciò che hai detto, possono dimenticare ciò che hai fatto, ma non dimenticheranno mai come le hai fatte sentire: dignitose e importanti. Il vero altruismo sta in questo. Ho una lettera che conservo con cura in cui Lucia mi scrive: “Tu hai risvegliato in me l’autostima, mi hai fatto sentire importante, un dono grande”.