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MORALE E VITA

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tracce di moralita'

Dal libro “Tracce di moralità”

 

Se la morale tutela la vita, cari giovani, questa disciplina mentale è indispensabile. È necessario promuove in noi e fuori di noi ordine, responsabilità e quella voglia di desiderare un mondo diverso, in cui la scelta del bene e il rifiuto del male siano possibili. Sappiamo, inoltre, che il bene e il male non entrano nella nostra mente improvvisamente, per caso, ma dipendono dai nostri pensieri e dal modo di vivere. L’etica ci rende consapevoli delle nostre responsabilità e delle scelte, non ci permette di sorvolare sul risultato delle nostre azioni. Ci indica la gioia anziché la tristezza, la felicità piuttosto che le lacrime, l'azione invece dell’apatia, il progresso in sostituzione del quieto vivere. Una condotta morale promuove in noi la qualità della vita stessa. È giunto il tempo che qualcuno dica, a voi giovani, che non siete in balia del destino o di forze negative e occulte che vi travolgono. No, voi davvero possedete la capacità di vivere e far vivere, credeteci!

Davanti al bivio

Come ci si comporta davanti a un bivio? Lo chiedo a voi giovani, perché vi si apre davanti il bivio della vita. Non potete rimanere indecisi per molto, dovete scegliere. In questo caso cercate di dar retta ad alcune indicazioni, seguite i dettami di una religione, vi affidate alla società o alla cultura di cui siete parte per imitare gli altri, interrogate la vostra coscienza. Insomma, scegliete la strada che vi rende felici. Non è facile imboccare il cammino giusto, capita a tutti di essere perplessi, indecisi. Cominciamo col dire che, nella realtà quotidiana, concretamente, noi compiamo moltissime scelte e tante azioni. Nella stragrande maggioranza dei casi, quel che facciamo non è dettato da una riflessione ponderata, bensì da svariati altri fattori: le abitudini, i desideri, gli ordini, i modelli. In tutti questi casi, parlare di “moralità” sembrerebbe ridicolo e, forse, lo è veramente, però se teniamo conto delle conseguenze delle nostre azioni, per quanto banali possano sembrare, ci accorgiamo subito che tutti o quasi tutti i nostri comportamenti implicano una dimensione che possiamo definire morale. Il motivo è che noi seguiamo regole presenti nella nostra coscienza.

Norme inconsce

Nelle nostre scelte, normalmente facciamo rifermento a un codice etico ereditato da diversi incontri, specie quelli più significativi. Noi ci comportiamo come se avessimo un “navigatore” interiore. Che sia determinante o relativo, perché dipendiamo anche da qualcos’altro, resta il fatto che ci troviamo nell’impellente necessità di decidere come agire e come comportarci. Che si voglia o no, insomma, noi seguiamo regole, principi, indicazioni che la saggezza umana ha compilato nel corso dei secoli. Nessun essere umano (e nessuna società) potrebbe sopravvivere senza regole. Detto in altri termini, nessun individuo potrebbe venire alla luce, sopravvivere e crescere se non attraverso alcune regole che implicano per prima cosa la reciprocità.

Reciprocità e responsabilità

Che si voglia o no, siamo comunque considerati dagli altri responsabili di quello che facciamo o non facciamo e per questo dobbiamo tenere conto delle nostre scelte e delle conseguenze delle nostre azioni. Non si tratta quindi di porci delle domande più o meno insidiose, come “Ma perché dovrei essere morale? Perché dovrei obbedire alle regole? Perché dovrei essere buono o fare bene quel che faccio?” Sono domande inutili. Le regole esistono comunque: anche quando decidiamo di non seguirle, abbiamo in realtà già scelto. In quel caso, di non seguire nessuna norma.

La garanzia dei comportamenti

Le regole sono pure garanzia dei nostri comportamenti morali. Non sempre riusciamo a valutare se le nostre scelte sono morali, ma ci vengono in aiuto alcuni principi avuti attraverso l’educazione o con l’aiuto di una saggezza umanistica sia laica sia religiosa. Alcuni valori sono già in noi: “Ama il tuo prossimo come te stesso”; “Non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te”; “Se hai due tuniche, una dalla a chi non l’ha; se hai da mangiare fa altrettanto”. Sono precetti evangelici che guidano la moralità delle nostre scelte.